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<< Non ritengo la mia vita meritevole di nulla,

purchè conduca a termine

 la mia corsa e il servizio

che mi fu affidato

dal Signore Gesù >>

 

(At 20, 24)

Reverendissimo
 

don BIAGIO BIANCHERI
 

Vicario Foraneo del vicariato di San Cataldo

Arciprete di San Cataldo

Parroco della Parrocchia Immacolata Concezione Chiesa Madre di San Cataldo

Assistente Spirituale della Comunità

"Servi di Cristo Vivo"

Responsabile della Pastorale Giovanile

di San Cataldo

Rettore della Chiesa di San Francesco

 

  San Cataldo, 28 dicembre 1964  

 BIOGRAFIA

  LA CHIESA MADRE
Nato a San Cataldo il 28 dicembre 1964
Ordinato Presbitero a Caltanissetta il 29 giugno 1989 dal Vescovo, S.E. Mons.Alfredo Maria Garsia
Nominato Parroco di questa venerabile Parrocchia
e Arciprete della Città di San Cataldo, il 5 settembre 2007. Fa il suo ingresso in questa Chiesa Madre il 5 settembre 2007. In questi anni ha esercitato il ministero presbiterale prima come vicario parrocchiale presso la Parrocchia San Pietro in Caltanissetta e la Madrice di S. Caterina Villarmosa e, a partire dal 1996, come Parroco della Parrocchia S. Agata in Sutera. E' anche Assistente Spirituale diocesano della "Comunità Servi di Cristo Vivo" e, dal 2006, Rettore del Santuario Diocesano S. Paolino in Sutera. Oggi è Arciprete di San Cataldo nella Parrocchia Immacolata Concezione, Chiesa Madre e Rettore della Chiesa di San Giuseppe.

 

Don Biagio Biancheri insieme al Cerimoniere Sem. Daniele Maria

L'attuale edificio fu intitolato precedentemente alla Natività di Maria, (cronologia A.D. 1633). Iniziata dal barone Vincenzo Galletti di Fiumesalato e marchese di San Cataldo. La bolla vescovile agrigentina riporta la data del 18 agosto del 1632. Possiede il titolo di Arcipretura, per cui i parroci che la reggono assumono il titolo di Arciprete. Nel 1695, a causa di un crollo del transetto destro, che interessò la cappella di San Cataldo e del Crocifisso, la Chiesa si ricostruì ex novo così come oggi appare. I lavori furono voluti dal principe Giuseppe Galletti, il quale invitò per la Consacrazione suo fratello Pietro Galletti, Arcivescovo di Catania (9 maggio 1739). Per l'occasione la Chiesa Madre fu re-intitolata all'Immacolata Concezione, ma la vecchia dedicazione non si perse del tutto in quanto sull'Altare Maggiore rimase il dipinto della Natività di Maria (detto di S. Anna). La Chiesa si presenta a croce latina a tre navate, divisa da arcate, con volta a botte e cupola centrale. La tradizione vuole che il progetto della Chiesa Madre fosse attribuito all'architetto Vaccarini, chiamato dall'Arcivescovo di Catania Pietro Galletti (fratello del Principe di San Cataldo Giuseppe Galletti), per ricostruire il Duomo della città di Catania. Dopo la Consacrazione della Chiesa Madre, la famiglia Galletti continuò ad occuparsi della Chiesa, abbellendola con i dipinti, la statuaria, suppellettili, e paramenti per le liturgie, molti fedeli lasciarono i loro beni alla Chiesa. Nel 1788 ci fu un terribile incendio che causò maggiori danni nella sacrestia in particolare all'archivio, al punto che l'anagrafe parrocchiale prende avvio solo dalla seconda metà del Settecento e gran parte delle carte dell'Amministrazione prodotte nel Sei-Settecento non è più consultabile. Un altro evento che procurò tanti danni fu la chiusura della Chiesa dall'aprile del 1965 al dicembre del 1979, con decreto del Sindaco Maiorana, dovuta all'instabilità delle strutture portanti. La Chiesa Madre restò chiusa 15 anni e le funzioni si svolsero nella Chiesa di San Giuseppe trasportanto statue e paramenti.